”È un piacere e un orgoglio far parte di questo gruppo”

Una delle nostre squadre partite meglio è senza dubbio quella di Terza Categoria: dopo l’eliminazione nella finale playoff dello scorso maggio, i ragazzi di Piraccini e Giovannini sono partiti alla grande in questa stagione, issandosi al comando solitario della classifica del campionato dopo 10 giornate. Capitano della squadra è Mirko Sacchetti, pilastro della difesa e giocatore più esperto di tutta la famiglia Torresavio.

Grande vittoria ieri contro il Bertinoro: un tuo commento sulla partita?

Bella vittoria, contro un’ottima squadra, ben attrezzata che punta alla vittoria del campionato. Nel complesso abbiamo fatto una buona partita, un po’ bloccata nella prima parte in cui non riuscivamo a trovare sbocchi, poi l’eurogol di Amaducci ha spianato la strada, abbiamo gestito bene le situazioni e rischiato poco o nulla. Peccato solo per il gol preso nel finale, ma ci servirà da lezione.

Siete in testa alla classifica dopo un terzo di campionato e avete passato agevolmente il primo turno di coppa: ve l’aspettavate un inizio così?

Sinceramente? Sì, o almeno ci speravo. Il gruppo ha più consapevolezza dei propri mezzi, la qualità della rosa è cresciuta, l’anno scorso abbiamo chiuso alla grande la stagione con dei playoff quasi perfetti. Sappiamo benissimo che per essere in testa le cose devono girare per il verso giusto, ma gli indizi facevano ben sperare. La stagione è ancora lunga, sappiamo dove migliorare, non sarà facile ma proveremo a farci valere.

Qual è l’importanza di avere dei giocatori esperti come te in una rosa con tantissimi giovani? Quali consigli date voi veterani per le partite o durante la settimana?

Con la nostra esperienza, la passione, l’amore per questo sport cerchiamo di far capire ai ragazzi la strada giusta da seguire. Siamo i primi a non mancare durante la settimana, a non mollare quando c’è da faticare, a non voler perdere la partitella. Cerchiamo di dare una mano al mister a tenere tutti sul pezzo, a indicare la giusta posizione in campo, a non abbattersi nei momenti di difficoltà, ad avere fiducia nei propri mezzi, a sacrificarsi per il compagno, ad assumersi le responsabilità, ad avere rispetto per staff, compagni, materiale. Qualcuno sta capendo l’importanza dell’alimentazione prima della partita, o che indossare gli scarpini puliti e lucidati è piacevole. Ogni tanto ricordo anche quanto sia difficile vincere un campionato e che non capita tutti gli anni di lottare per le prime posizioni. È un piacere e un orgoglio essere parte di questo gruppo, con il loro entusiasmo e la loro spavalderia ci fanno sentire giovani.

Come altri ragazzi del Torre che giocano nel weekend, fai anche l’istruttore nelle giovanili (nel tuo caso per i Piccoli Amici a San Vittore): com’è il doppio impegno di giocatore e allenatore? Puoi dare un qualche consiglio a chi sta già facendo o vorrebbe fare in futuro come te?

Potrei rispondere semplicemente che quando sono in campo sto bene. Due impegni molto diversi fra loro: come istruttore sento tanto la responsabilità nei confronti dei bimbi, che hanno il diritto di crescere, imparare e soprattutto divertirsi, l’obiettivo è di farli innamorare di questo sport; giocare invece mi aiuta a liberare la mente, scaricare tensioni, penso solo a divertirmi. Qua a San Vittore più volte in passato mi avevano chiesto di dare una mano coi i bambini, poi due anni fa, arrivata l’età giusta di mio figlio (sono stato il suo primo istruttore), mi sono deciso a iniziare questo percorso, impegnativo, ma che regala tante emozioni. A chi si sente ispirato posso solo consigliare di provarci, non sarà una passeggiata ma vedrete quante soddisfazioni.

Sacco in campo contro il Bertinoro.