“Valori come la buona educazione ci aprono molte porte”

Si è fermato al quinto turno il cammino dei nostri Esordienti Under-13 nel Torneo Fair Play Élite, organizzato dalla Federazione. I 2012 amaranto non sono riusciti ad avere la meglio nel triangolare con i padroni di casa del Sasso Marconi e l’Imolese. L’esperienza rimane comunque molto positiva, come confermato anche dall’istruttore e referente dell’annata, Franco Piancastelli, che ha spiegato anche com’è gestire questo gruppo per lui.

Com’è andato il triangolare a Sasso Marconi?

Nella prima partita ci siamo confrontati con il Sasso Marconi che frequenta un campionato di livello pari al nostro: la partita è finita in parità ma solo la sfortuna ha impedito ai miei ragazzi di vincerla, insieme al portiere avversario con un paio di parate decisive. La seconda partita ha visto un grande impegno da parte nostra, abbiamo dato tutto ma non è bastato: l’Imolese ha messo in campo un organico di prim’ordine e questo ha pesato, l’incontro è finito 4-1 per i nostri avversari. 

Sei soddisfatto di com’è andato il torneo?

Queste partite sono molto utili sotto tutti gli aspetti: i ragazzi si confrontano con realtà dove non basta essere discretamente abili tecnicamente ma occorre alzare l’asticella per sacrificarsi e lottare su ogni pallone. In questo contesto fattori come personalità, carattere, autostima già da piccolo calciatore ti portano a vederne i frutti abbastanza velocemente. Poi il percorso per la loro maturazione vista l’età è ancora lungo e le variabili che si accompagnano, tra le quali anche la fortuna, che non deve mancare, sono tante.

L’istruttore e referente dei 2012, Franco Piancastelli.

L’annata di cui sei referente ha numeri importanti: come si gestiscono così tanti giocatori?

È proprio così, il secondo anno degli Esordienti ha numeri considerevoli: sono più di trenta ragazzi. Con me a condividere il lavoro in campo ho la fortuna di avere Elia Zannoni con il quale mi trovo molto bene. Gestire il gruppo non è difficile se si abituano i ragazzi a memorizzare alcune regole che devono valere ogni qualvolta entriamo nel nostro centro: mi riferisco a parametri che riguardano la buona educazione, valore che ci apre molte porte. A questa età stanno ancora imparando a far gruppo, socializzare, avere comportamenti corretti in campo, rispettare e salutare tutte le persone che si adoperano per farci trovare ambienti e materiali sempre nelle migliori condizioni. Ci sono cose che se acquisite diventano automatiche, per fare due esempi: dopo l’allenamento o la partita si deve entrare negli spogliatoi con le scarpe da calcio libere dalla terra, oppure i materiali usati in campo devono ritornare al loro posto ordinati. Questo non è il lavoro di un giorno ma occorre entrare in sintonia coi ragazzi, saper essere uno di loro, e ogni tanto in allenamento saper trovare anche un piccolo momento per farci quattro risate.