”La nostra priorità è la valorizzazione del settore giovanile”
Dalla scorsa stagione, la conclusione del percorso di crescita dei giovani calciatori che passano dal settore giovanile del Torre è nella Juniores e poi nelle due prime squadre, una in Prima Categoria e una in Terza. La gestione di queste tre formazioni spetta ad Alessandro Zamagni, fino allo scorso giugno per 18 anni allenatore del San Vittore e ora responsabile dell’area tecnica della sezione Dilettanti del Torre.
Sono passate solo poche giornate, ma puoi già dare un giudizio sulla partenza di campionato delle tre squadre che segui?
Positivo, visto che le prime squadre sono ambedue in seconda posizione e la Juniores è in testa alla classifica. Ma è ancora presto: ci vorranno almeno una decina di giornate per esprimere un giudizio veritiero.
Quali aspettative sulle due prime squadre ci sono dopo le promozioni sfiorate la scorsa stagione?
La speranza è che possano ripetere gli ottimi campionati svolti l’anno scorso: teniamo presente che ambedue le squadre hanno un allenatore nuovo (Andrea Rossi per la Prima Categoria e Claudio Piraccini per la Terza Categoria) e bisogna dare tempo ai giocatori di assimilare nuove metodologie di lavoro. Però sono rose collaudate che giocano assieme da tanti anni visto che sono il frutto del nostro settore giovanile, composte da ragazzi con sani princìpi e valori su cui scommetto ad occhi chiusi.
La Juniores viene da una retrocessione nel campionato provinciale. Poteva esserci il rischio di un po’ di scoramento nei ragazzi, ma le ottime prestazioni nelle amichevoli e l’inizio di campionato sembrano smentire questa sensazione. Qual è ora il clima nella squadra?
Proprio per la retrocessione avvenuta si è deciso di rivoluzionare la squadra: nuovo allenatore (Andrea Vestrucci), pochissimi 2006 confermati, nessun 2005 fuoriquota in rosa, grande fiducia nel gruppo dei 2007 che l’anno scorso hanno ben figurato nel campionato Under-17 Regionale.
Siamo tra le rose più giovani ma anche tra le più qualitative. Da subito si è creato un bel clima tra mister e ragazzi ed i risultati si stanno vedendo. Vogliamo riportare la società nel campionato regionale dove merita di stare e faremo di tutto per centrare l’obiettivo.
Tutte e tre le rose che segui hanno un fattore in comune: la età media molto più bassa rispetto a quella delle altre compagini nei rispettivi campionati. Quali possono essere i pro e i contro di questo fattore?
Una società come la nostra deve avere come priorità la valorizzazione dei ragazzi provenienti dal settore giovanile che conta oltre 450 tesserati. Sono convinto che non sia un ostacolo al raggiungimento di ottimi risultati: sono tre anni di fila che la Prima Categoria centra i play-off e sfiora la promozione, mentre la Terza al suo primo anno si è fermata ai supplementari della finalissima. Ovviamente lo scotto da pagare è la mancanza di esperienza ed il gap da colmare dal punto di vista della struttura fisica, ma sotto il profilo tecnico e della intensità riusciamo a sopperire ampiamente. Continueremo su questa strada perché credo che sia l’unica percorribile per una società come la nostra che fa del proprio settore giovanile un fiore all’occhiello.
Dopo un anno con questo format (due prime squadre e Juniores), sei contento di come funziona?
Certamente, con i numeri che abbiamo è il minimo sindacale per poter collocare i tanti ragazzi che terminano il proprio percorso nel settore giovanile. Ovvio che è un sacrificio importante per la società in termini di risorse umane ed economiche, ma l’orgoglio di vedere oltre 80 tesserati del reparto adulti tra staff, giocatori, dirigenti impegnati nei weekend ripaga di tutti gli sforzi fatti.
